Pippo Baudo ci ha lasciato, e con lui se ne va un pezzo enorme della nostra televisione e della cultura pop italiana. Presentatore simbolo, volto rassicurante per intere generazioni, non è stato solo il re del piccolo schermo: ogni tanto ha portato la sua ironia e la sua presenza anche al cinema e nelle serie tv.
La seconda stagione di Mercoledì si apre come un invito in un mondo che credevamo di conoscere alla perfezione, ma che fin da subito ci fa capire di volerci spiazzare. Netflix rilascia le prime quattro puntate - le altre arriveranno a inizio settembre - e la sensazione è quella di una festa gotica organizzata da qualcuno che ha deciso di invitare molti più ospiti del previsto.
Power Moves with Shaquille O’Neal è una docuserie targata Netflix in sei episodi che segue pedissequamente il “making of” di rilancio del brand Rebook sotto la direzione di Shaq ed AI (Allen Iverson), un’avventura per alcuni versi sì romanzesca ma che tuttavia riesce a farci appassionare con un ritmo visivo veloce ed efficace, proiettato a mostrarci tutti gli step.
Approdata su Disney+ lo scorso 2 luglio, Adults è la nuova seria comedy corale creata da Ben Kronengold e Rebecca Shaw che rilegge nell’era dello streaming e della Gen Z il format seriale legato al racconto della vita di un gruppo di giovani amici– sulla stessa scia di Friends (NBC, 1994-2004) e How I Met Your Mother (CBS, 2005-2014).
Il suo nome in codice è Ibelin Redmoore. Investigatore privato, al tuo servizio, il suo mestiere. Così nasce La vita straordinaria di Ibelin, l’ultimo documentario del norvegese Benjamin Ree (The Painter and the Thief). Disponibile su Netflix, dopo il successo e i riconoscimenti ottenuti al Sundance Film Festival, oltre che menzionato dall’Academy nella shortlist dei migliori 15 documentari del 2024.
Quando pensiamo alla cucina italiana, la mente corre subito ai piatti della nostra tradizione: nazionale, regionale, locale. Ricette sopravvissute al tempo, adattate ma riconoscibili, tramandate con gesti che restano uguali da generazioni.
Dal 9 luglio Mean Girls, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 2024, arriva anche su Netflix. Liberamente tratto dal musical di Broadway e ispirato al primo film del 2004, mantiene alcuni dei suoi punti di forza delle opere originarie, quelli che lo hanno fatto diventare un pilastro della pop culture, ma non riesce comunque a convincere.
Hulk Hogan ha rappresentato il volto più noto del wrestling per almeno due decenni, diventando un’autentica icona pop e politica a cavallo tra Reagan e Bush Sr. Attore per caso, Hogan attraverso action e commedie infantili ha sempre espresso un patriottismo esasperato e carnevalesco.
La storia del cinema è piena di film di rapina. Alcuni entrano nella leggenda, altri restano intrappolati nella banca che provano a raccontare. Tra i primi, cito a memoria Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet, classe 1975, e Inside Man di Spike Lee (2006), due modelli diversi ma complementari di come si può tenere lo spettatore incollato alla sedia con una location limitata e un conflitto bruciante.
Hulk Hogan ci ha lasciati: wrestling e la cultura pop americana perdono uno dei loro volti più riconoscibili. Per chi è cresciuto tra ring, VHS e cultura di massa anni ’80 e ’90, era molto più di un lottatore: un simbolo globale, un eroe larger-than-life, una forza bionda che ha trasformato la WWE in uno spettacolo planetario.