The Studio: la serie comedy che svela i retroscena di Hollywood
Matt Remick (Seth Rogen) è un produttore esecutivo con un unico grande problema: una cinefilia sfrenata che lo porta ad inseguire Paul Dano per dirgli che ha visto il suo debutto alla regia Wildlife, un film perlopiù ignorato dal grande pubblico, oppure a dare una cifra spropositata a Martin Scorsese al fine di produrre un film sul massacro di Jonestown. La passione per il cinema non dovrebbe essere un ostacolo, specialmente quando lavori per la Continental Studios (una chiara parodia della Universal) e ancora di più quando all’improvviso ne diventi presidente, un ruolo che Matt ha sempre sognato. Il cinema però non è solo un’arte da difendere valorosamente, ma anche e soprattutto un’industria che come tutte le altre vive e sopravvive grazie al denaro.
The Studio, la comedy Apple TV+ firmata da Seth Rogen, Evan Goldberg, Peter Huyck, Alex Gregory, e Frida Perez, esplora cosa significhi fare cinema al giorno d’oggi con tutti i suoi effetti collaterali. Gli studios cercano di replicare il successo del Barbie di Greta Gerwig con dubbi sfruttamenti di property, preferendo finanziare un film sulla Kool-aid (un brand di bevande in polvere famosissimo negli USA) piuttosto che un nuovo Annie Hall o Rosemary’s baby, “nella speranza che questa volta non sia opera di un pervertito”.
In uscita il 26 marzo, la serie è profondamente affascinata dalle macchinazioni dell’industria che vorrebbe parodiare e rende manifesta anche la presa che Apple TV+ ha sulla produzione audiovisiva anche attraverso una lista di cameo uno più assurdo del precedente: giusto per citarne alcuni Ron Howard, Steve Buscemi, Charlize Theron, Adam Scott, Zac Efron, Rebecca Hall, Olivia Wilde, Quinta Brunson, Jean Smart, Anthony Mackie, Zoe Kravitz e Dave Franco. Nella maggior parte dei casi si tratta appunto di cameo, brevi comparsate nel corso dell’avventura di Matt che servono a renderla più credibile. Non ci sono attori a interpretare Martin Scorsese, ma c’è Martin Scorsese stesso. Lo star system appare davvero in balia della nuova dirigenza della Continental Studio, diventando complice di una bizzarra decostruzione di Hollywood.
Il nuovo progetto di Rogen e Goldberg - che avevano già collaborato insieme su Facciamola finita, Cattivi Vicini, The Interview e tanti altri - funziona tuttavia meglio quando si scosta dal glamour e da momenti di rapide sorprese o ricerche su IMDB per essere molto semplicemente una workplace comedy, che ha il privilegio di essere ambientata in uno studio cinematografico. Attorno a Matt ruotano l’amico di una vita Sal (Ike Barinholtz), la coatta responsabile marketing Maya (Kathryn Hahn), l’ambiziosa assistente Quinn (Chase Sui Wonders) e la mentore Patti (una sprecata Catherine O’Hara).
The Studio rimane tuttavia arenata su un’unica nota comica - il dubbio etico di Matt tra Cinema e denaro - che si esaurisce presto, finendo per far diventare ripetitive e prevedibili le sue avventure, tra pellicole rubate e lunghi piani sequenza, fino a sfociare in uno sguaiato episodio finale in due parti. Un progetto di una simile portata avrebbe meritato, anche visti i talenti coinvolti, una maggiore messa a fuoco capace di riconoscere e criticare le sincrasie di Hollywood con più sagacia e spavalderia.